Bitcoin: to the moon???

Pubblicato su Lamiafinanza

Nelle ultime settimane, il mondo Bitcoin è stato decisamente vivace.

Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un importante calo del valore della commodity bitcoin, che ha portato a minimi che non si vedevano dal 2013 (e di conseguenza a nuove elegie funebri per la tecnologia Bitcoin in quanto tale), anche se nello stesso periodo in cui il prezzo declinava l’attenzione a livello VC continuava a raggiungere nuove vette, con l’importantissimo round di finanziamento di cui ha beneficiato Coinbase. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una ripresa del prezzo, che è ora tornato sopra quota 300 dollari. Come sempre è difficile identificare con certezza correlazioni e soprattutto spiegazioni di tipo causale per questi movimenti: quasi sempre ci riduce a ricostruire una serie di ipotesi a posteriori, davanti al fatto compiuto, che viste in combinazione tra loro possono giustificare i cambiamenti osservati.

Ci sono possibili spiegazioni puramente quantitative e tecniche del rimbalzo a cui stiamo assistendo: secondo alcuni analisti il prezzo sta rientrando nel tracciato che aveva abbandonato con le bolle precedenti. Ma i tentativi analisi tecnica, sempre caratterizzati da una certa dose di arbitrarietà, sembrano per il momento poco adatti ad un mercato “giocattolo” come quello del bitcoin, il cui market cap è così piccolo da rendere le azioni individuali di singoli investitori determinanti sul prezzo, e da trasformare ogni notizia, timore, aspettativa o diceria in un “cigno nero” pronto a stravolge completamente lo scenario. Ci sono poi spiegazioni qualitative o fondamentali che dipendono dal contesto esterno al mondo Bitcoin: in particolare, qualcuno ha messo in relazione il recente rialzo del prezzo con i timori derivanti dal risultato delle elezioni politiche in Grecia, qualcun altro con effetti ritardati dell’annuncio del QE europeo. Le spiegazioni tendenzialmente più convincenti, ad oggi,  si sono dimostrate quelle di tipo qualitativo relative agli eventi interni al mondo Bitcoin. Due di questi eventi, in particolare, sembrano essere al momento particolarmente rilevanti per il settore.

Il primo, probabilmente responsabile di una lieve tendenza rialzista già da alcuni giorni, riguarda il fondo ETF che sta per essere lanciato dai gemelli Winklevoss. Uno dei grossi problemi della capitalizzazione del mercato bitcoin è che, a fronte di un continuo aumento di possibilità di “uscita” (tra cui l’apertura ai pagamenti in bitcoin di colossi come Microsoft, Dell, Expedia, Overstock), rimangono molto limitate le possibilità di “entrata”: per un investitore tradizionale, decidere di allocare qualche risorsa per una speculazione al rialzo sul prezzo del bitcoin significa dover uscire dalle prassi consolidate ed imparare a rapportarsi con wallet bitcoin ed exchange bitcoin, il tutto in un quadro di incertezza dal lato delle pretese fiscali, normative e contabili dei regimi di riferimento. Un ETF completamente standardizzato che veda il bitcoin come sottostante sarebbe sostanzialmente un “imbuto” che permetterebbe ai capitali della finanza tradizionale di riversasi in minima parte su questa nuova scommessa, utilizzando i canali standard a cui gli operatori sono già abituati. Ovviamente, a regime, è ragionevole ipotizzare che la tendenza sarà quella di disintermediare simili strumenti, visto che la tecnologia Bitcoin non consente solo di definire una commodity sintetica sul cui prezzo speculare tramite strumenti finanziari tradizionali, ma anche e soprattutto di costruire nuovi strumenti finanziari, decentralizzati e “trust-less”, in grado di superare quelli esistenti sia sul piano tecnologico che su quello della dipendenza dal regolatore politico. Si tratterà però di un processo lento e graduale, mentre un ETF inserito nel quadro normativo attuale permetterà di avere, a breve, la risposta a una semplice domanda: i capitali finanziari non stanno entrando sulla commodity bitcoin perché non vogliono farlo o perché non sanno ancora esattamente come fare? Nel secondo caso, ETF regolamentati su Bitcoin prometteranno di spalancare una porta per ora appena socchiusa. Le aspettative riguardanti l’ETF autorizzato dalla SEC dei gemelli Winklevoss hanno subito un’accelerazione settimana scorsa, quando alcune voci hanno iniziato a circolare su un possibile lancio entro il mese di febbraio, voci che si sono però sovrapposte in modo un po’ confuso con un altro annuncio da parte dei gemelli: quello (apparentemente non correlato in modo diretto con l’ETF) di un exchange di nome Gemini, autorizzato e assicurato negli Stati Uniti, ambiente economicamente chiave per il mercato bitcoin ma, almeno fino ad ora, particolarmente ostile dal punto di vista normativo.

Anche il secondo evento, probabilmente uno dei principali responsabili del rialzo delle ultime ore, si riallaccia con la questione di un exchange regolato in territorio americano: già da alcuni giorni si discute di un’operazione del tutto simile da parte di Coinbase, nome in codice: Lunar. L’exchange in questione è stato lanciato ufficialmente pochi secondi fa a seguito di una efficace campagna teaser con tanto di conto alla rovescia per “l’allunaggio”. LunarBruciando sul tempo, a quanto pare, l’avvento di Gemini. E già alcuni maligni fanno notare, malignamente, il ripetersi della “maledizione Facebook” che grava sui poveri gemelli.

Ad ogni modo, se l’avvento di exchange regolamentati e assicurati può essere una milestone interessante, rimango convinto che il vero salto di qualità a livello di capitalizzazione del mercato avverrà con l’introduzione dei primi ETF. E rimango anche convinto che tanto i primi quanto i secondi saranno soppiantati entro qualche anno da soluzioni disintermediate realizzate direttamente “on blockchain”. Di sicuro, se dal punto di vista dell’innovazione tecnologica Bitcoin ha già conquistato una credibilità indiscutibile, stiamo arrivando vicini a una maggior chiarezza anche dal punto di vista del mercato della prima vera commodity sintetica della storia: con l’arrivo degli ETF i bluff dovranno cedere il posto a giochi a carte scoperte.

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4 thoughts on “Bitcoin: to the moon???

  1. […] su Il Foglio del frutto di una mia chiacchierata con Luciano Capone sul tema ETF (già trattato qui), è fresco di stampa sulla versione cartacea di Wired Italia un bel reportage di Carola Frediani […]

  2. […] su sottostante bitcoin che ha dato un piccolo scossone al prezzo a inizio settimana (non è ancora l’ETF regolamentato che tanta attesa sta suscitando sugli analisti, ma è comunque un piccolo passo interessante); la presentazione di quello che molti già […]

  3. […] comunque quell’evento epocale in termini di prezzo che molti associano al rilascio di un ETF regolamentato sui principali mercati. Tuttavia rappresenterebbe un’ulteriore importante passo avanti da […]

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