Monthly Archives: January 2015

Bitcoin: to the moon???

Pubblicato su Lamiafinanza

Nelle ultime settimane, il mondo Bitcoin è stato decisamente vivace.

Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un importante calo del valore della commodity bitcoin, che ha portato a minimi che non si vedevano dal 2013 (e di conseguenza a nuove elegie funebri per la tecnologia Bitcoin in quanto tale), anche se nello stesso periodo in cui il prezzo declinava l’attenzione a livello VC continuava a raggiungere nuove vette, con l’importantissimo round di finanziamento di cui ha beneficiato Coinbase. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una ripresa del prezzo, che è ora tornato sopra quota 300 dollari. Come sempre è difficile identificare con certezza correlazioni e soprattutto spiegazioni di tipo causale per questi movimenti: quasi sempre ci riduce a ricostruire una serie di ipotesi a posteriori, davanti al fatto compiuto, che viste in combinazione tra loro possono giustificare i cambiamenti osservati.

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Mario DrOghi Superstar – Parte II

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano

Dopo l’annuncio del Quantitative Easing europeo, dato dal governatore della Banca Centrale Europea, vorrei riprendere molto brevemente il mio post del 14 settembre scorso: “Bce, Mario ‘DrOghi’ superstar”.

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La 23° morte di Bitcoin e il problema degli exchange

Bitcoin è morto.
Ancora. Per la 23° volta, a voler essere precisi.

Il prezzo medio è sceso a toccare  un inquietante minimo di 260.57 dollari, ieri sera, al termine di una caduta iniziata intorno ai 316 dollari nella tarda serata del 2 gennaio. Guardando il fenomeno nella prospettiva allargata dei 22 “decessi” precedenti, di cui il primo è stato annunciato da Forbes addirittura il 20 Giugno 2011 (quando il prezzo di un bitcoin era crollato da 17 dollari a pochi centesimi),  non si può fare altro che relativizzare questo genere di allarmi: Bitcoin è stato intenzionalmente costruito come sistema anti-fragile, e i vari traumi che affronta non fanno che rafforzalo, mentre la stampa generalista tende a leggerne le alterne vicende come se si parlasse del tipico sistema fragile caratteristico della finanza moderna (e per la verità neanche la stessa community di appassionati è immune da questo catastrofismo improvviso,  come ben descritto Daniel Krawisz in un bel post di novembre).

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