Intervista a “L’Ultimo Camerlengo”

Pubblicato su L’Ultimo Camerlengo

Approfittando di una sua presenza a Roma per partecipare alla puntata odierna di AGORA’, la trasmissione in onda su RAI 3 dalla 8 alle 10 del mattino, ho finalmente incontrato un caro amico conosciuto su FB : Giacomo Zucco. Giacomo è il portavoce nazionale del Tea Party Italia, movimento che prende chiara ispirazione a quello omonimo americano, e come quello ha come linee guida fondamentali il MENO Stato, MENO Tasse, PIU’ Libertà, sia economica che individuale.

Un movimento che viene considerato “estremista” negli Stati Uniti, figuriamoci in un paese dove il protestantesimo non è mai arrivato, e anzi da padrone l’hanno fatta prima il cattolicesimo poi lo statalismo, in varie forme (anche fascista ). Pure tanti giovani, sorprendentemente, hanno scoperto di identificarsi o quanto meno sentirsi vicino a queste idee, che, senza arrivare a forme più radicali che sconfinano con la demonizzazione dello Stato, la sua abiura, la contrapposizione a tutto ciò che è pubblico , sono affini agli ideali liberali di iniziativa privata, mercato, meritocrazia, responsabilità individuale. E già perché anche questo significa essere PADRONI delle propria vita: esserne anche responsabili. Non è una cosa molto italiana.
Nonostante il movimento sia quindi un po’ controcorrente rispetto alla pancia nazionale, lo stesso in meno di due anni riesce a radunare oltre settemila aderenti e molti altri simpatizzanti, che esprimono apprezzamento insieme a varie critiche e distinguo. Tra tanti che a destra teorizzano contro le tasse, il TPI acquista la forza di movimento identitario di quella stessa lotta, ne fa la propria ragione sociale.
Non ha mai scelto la forma dell’ennesimo partito e personalmente condivido totalmente questa scelta. Non è che ne manchino in Italia ed è proprio un’anomalia del nostro paese che oltre a 60 milioni di CT della Nazionale di calcio, ha, a quante pare, quasi altrettanti premier partitici. Ognuno sogna di fare il suo, perché le decine esistenti “non sono esattamente come (secondo lui)  dovrebbero essere”. Un delirio che ad ogni tornata elettorale si rinnova. Avete presente quelle lenzuolate che si trovano al di fuori delle sezioni elettorali ? Con una quarantina di sigle ? Senza contare quelle che non ce l’hanno fatta a depositare le firme necessarie per la partecipazione ?. Per carità, accade anche che, di tanto in tanto, dal basso, nascano delle nuove formazioni che conquistano, col tempo, posizioni di rilievo. Penso naturalmente alla Lega, radicata al Nord, oppure a Forza Italia, col fenomeno però tutto peculiare, storico direi, dell’affermazione di una figura forte e caratterizzante come Berlusconi (e con quali mezzi, non dimenticherei, tra soldi e tv ), oggi c’è Grillo e il suo movimento. Ma parliamo, come la canzone di Morandi, di uno su cento che ce la fa.
In ogni caso il TEA PARTY ITALIA resiste alla voglia di partitismo che scorre anche nelle sue vene di suoi aderenti e conserva gelosamente il suo ruolo di movimento fortemente identificato nella sua lotta alle Tasse e al tipo di Stato che di esse ha disperato bisogno.
Tornando a Giacomo, ho approfittato del piacere  di incontrarlo per dare luogo ad una specie di intervista, genere non consueto al Camerlengo. In realtà si è trattato di una chiacchierata, durante la quale ho preso qualche appunto e cercato di memorizzare quanto mi raccontava. Questo è il risultato, Giacomo mi potrà correggere…

Com’è nata l’idea di un Tea Party in Italia?

Venne a David Mazzerelli , un appassionato degli USA e di cose americane, che fu colpito dal fenomeno esploso da loro. Se erano stati capaci di radunare due milioni di persone a Washington , contro le tasse, in un paese che ha una tassazione che non arriva al 30%, beh ben si poteva provare in un paese che ormai era sopra al 50%, e non certo per servizi scandinavi!

Il ruolo tuo e quello di David ?

David è tuttora il coordinatore nazionale del movimento. Lo ritengo bravissimo nelle strategie di comunicazione ancorché non ami comparire in TV. Dopo i primi esordi, chiese a me di andare, i risultati non sono stati malvagi, pare, e ho continuato. Così io sono il portavoce nelle trasmissioni diciamo di respiro nazionale. Poi altri intervengono sul loro territorio. Ad esempio in veneto è bravissimo Carlo Sandrin.

A me sembra che il movimento, che è partito con ottimo e sorprendente slancio, si sia ultimamente un po’ fermato nei suoi numeri. 7000 aderenti non sono pochi in un movimento con questa struttura, considerato che i simpatizzanti confinanti saranno ancora di più, però da un po’ non si registrano nuove adesioni. E’ un’impressione mia ?

No, è vero. L’ho notato anche io e mi pongo delle domande al riguardo.

Non potrebbe essere che la comparsa di un Manifesto come Fermare il Declino, che riprende molti dei temi cari al TPI – tasse, statalismo, liberalizzazioni, concorrenza – ma con capitani più conosciuti e maggiore accesso a strumenti di informazione di ogni tipo, abbiano accentrato su di loro attenzione e speranze? Voi simpatici e apprezzati rompighiaccio, ma loro considerati più credibili portatori di un cambiamento?

Potrebbe darsi. E’ plausibile. Certo oggi FiD di Giannino e degli altri propone anche una prospettiva politica, di voto, anche se secondo me sono partiti tardi. L’idea era ed è buona, ma non c’è tempo per imporla, senza grossi mezzi e senza un leader di impatto popolare.

Giannino è bravissimo, ma non certo leader carismatico….e tra l’altro sono convinto che ne sia assolutamente consapevole. Zingales avrebbe anche le Phisique du role, ma vive negli USA…Boldrin poi nemmeno a parlarne. Ogni volta che parla sono più i voti che perde che quelli che cattura.

[sorridendo]
Boldrin è una persona intelligente e preparata. Non ha quello che si dice un buon carattere e verbalmente gli capita di essere aggressivo. Questo in effetti non lo rende simpatico molte volte.

Non pensi Giacomo che l’imminenza delle elezioni, la crescente attenzione che si polarizzerà sulle alleanze, le primarie del centro sinistra, il pressing dei giornali sui programmi, debba vedere in qualche modo il TPI prendere una posizione?

Ci stiamo pensando. Sicuramente FiD ha molte affinità con noi, il suo manifesto, i dieci punti di “fermare il declino” il TPI li appoggia senz’altro. Un’idea potrebbe essere quella di vagliare le proposte dei vari schieramenti sui temi per noi fondamentali ed esprimere un “rating” di apprezzamento. Per ora in effetti quelli più concreti sono stati proprio Giannino e compagni di avventura. Però anche gli altri dovranno sbilanciarsi di più.

Beh, certo, continuare a dire “Monti bis”, oppure ” Ok  Monti ma andiamo oltre ” non è che dica molto. Almeno Vendola un paio di indicazioni chiare le ha date : lui al governo vorrà dire ritorno delle pensioni di anzianità e abrogazione della riforma del lavoro, partendo ovviamente dall’alleggerimento dell’articolo 18…

Infatti. Vediamo cosa diranno gli altri. Per noi chiunque si proponga di diminuire significativamente le tasse, con quello che seriamente una misura del genere comporta , è benvenuto. Certo, non ce lo aspettiamo da sinistra..

Nemmeno da Renzi ? Certo se per miracolo lui vincesse –  a sinistra i miracoli si sa non piacciono, infatti si stanno dando un gran da fare per scongiurarlo !! – e a destra tutto restasse confuso e indeterminato come ora, si potrebbe anche prenderlo in considerazione. Almeno parla di merito, di superamento del consociativismo, di cambio generazionale, di contrasto della sinistra più radicale

Certo, Renzi , per questi motivi, ha un suo appeal anche per gli elettori non tradizionalmente di sinistra. In molti lo voterebbero , come del resto a suo tempo tantissimi operai hanno votato Berlusconi e Lega.

Io sul Camerlengo in passato ti ho definito il “Renzi della destra”…Certo lui ha fama nazionale, mentre Giacomo Zucco sono ancora in pochi a conoscerlo, anche se ormai sono diverse le tue comparizioni in tv come esponente del TPI, sia da Santoro, che su Rai 3, anche La 7… E’ anche vero che ci sono 10 anni di differenza, e quindi tempo per crescere nella notorietà. In comune, secondo me, la gioventù , la tua addirittura eccessiva, a 28 anni, la convinzione, la determinazione, dire cose nuove, diverse, e avere una biografia e un aspetto credibili. Di persone per bene, che vivono la politica come “servizio” e non come “strumento”. Potresti mai essere veramente il Renzi della destra ?

[stavolta il sorriso è imbarazzato]
Oggi non riesco certo a immaginarlo. Oltretutto io credo veramente nella utilità e nell’importanza di un movimento NON partitico bensì tematico come il TPI, perché la nostra è innanzi tutto una battaglia culturale nel nostro paese. Convincere gli italiani che per avere meno tasse devono anche abituarsi a fare da sé, senza lo Stato padre e padrino, in realtà padrone, non è affatto semplice. Eppure è questa la rivoluzione vera!

Io creo che tu hai iniziato la tua strada politica col TPI ma non è qui che la finirai. Parliamo allora brevemente del Giacomo Prima del TPI. Sempre stato di idee libertarie ?

Fin da ragazzo sono stato anti-comunista. Liberale per le prime letture di Einaudi e Don Sturzo, scoprii Rothbard e l’anarco-capitalismo. Di lì poi altri autori, la scuola austriaca. I miei studi di fisica e di matematica mi rendevano forse più chiare le teorie economiche di uomini come Hayek e Mises…Insomma quando David mi parlò del Tea Party ero già molto convinto dell’importanza di una riduzione del peso dello Stato e del fatto che le tasse non fossero affatto una cosa bella….

Come concili il lavoro con l’impegno col TPI ?

[ride]
Intanto ringrazio mia moglie ! Sono 11 anni che stiamo insieme e per fortuna abbiamo un bel rapporto, con una forte intesa anche ideale. Lei non è appassionata come me, e più tranquilla, più conciliante, però le idee sono sostanzialmente le stesse e quindi sa bene com’è difficile provare ad affermarle in un paese come il nostro. Al lavoro dedico almeno 9 ore al giorno, al TPI, tra contatti, gestione del gruppo, discussioni, scritti ecc. ecc, altre 3-4 ore di media giornaliere. Il week-end, a parte eventi sempre del movimento, faccio più cose con Mir [la bella consorte ndC].

Beh, bravo e fortunato, direi. Ma dunque tu hai uno stipendio. Sei uno di quelli che non può evadere..dovresti essere uno contro gli evasori parassiti….”

Sai bene che non è così. Io le tasse le pago tutte, me le tolgono alla fonte. Però so bene che il problema non sono gli evasori, ma questo tipo di Stato, e della fame mostruosa di denaro che esso comporta. E non mi illudo che il problema si risolva con i moralismi. Bisogna che non ci siano tanti soldi in giro, se veramente si vuole farla finita con le ruberie e gli sprechi.

Non ci crederai, ma l’ha detto anche Dacia MAraini l’altro giorno sul Corriere”.

Ah beh allora….
[ride]

La chiacchierata è finita qui. Come detto, non posso essere certissimo di tutte le parole, ma con buona approssimazione sì. E poi Giacomo sa che la rettifica sarà facile.
Personalmente, ho avuto la conferma delle ottime impressioni avute leggendolo, guardandolo in tv, sentendolo.
Giacomo Zucco è un giovane capace, veramente, preparato, dotato di disponibilità, dedizione e anche buon senso (che nel TPI non è proprio merce diffusissima, mentre l’autoreferenzialità è maggiormente diffusa ) .
Un difetto ?
Troppo per bene. E non è una battuta.

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